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Regione

Imprese valdostane: l'Europa approva i regimi di aiuto per le calamità naturali

diTiziana Limonet
21 maggio 2013
La Commissione europea ha in questi giorni approvato due regimi di aiuto a favore delle imprese valdostane, all’esito di una procedura di notifica avviata dalla Regione nei mesi scorsi. Sono due regimi facenti capo alla struttura Protezione civile della Presidenza della Regione - il primo relativo al settore della produzione primaria, il secondo ai restanti settori economici - che consentiranno, fino al 2018, l’erogazione di contributi per il ristoro dei danni subiti dagli operatori economici valdostani a seguito di eventuali calamità naturali, quali frane, valanghe terremoti e alluvioni.

La Commissione europea ha in questi giorni approvato due regimi di aiuto a favore delle imprese valdostane, all’esito di una procedura di notifica avviata dalla Regione nei mesi scorsi.
Sono due regimi facenti capo alla struttura Protezione civile della Presidenza della Regione - il primo relativo al settore della produzione primaria, il secondo ai restanti settori economici - che consentiranno, fino al 2018, l’erogazione di contributi per il ristoro dei danni subiti dagli operatori economici valdostani a seguito di eventuali calamità naturali, quali frane, valanghe terremoti e alluvioni.

L’istituzione di tali regimi, come già avvenuto in precedenza, in particolare a seguito dell’evento alluvionale del 2000, è stata ritenuta opportuna dall’Amministrazione regionale, affinché, nella malaugurata ipotesi in cui una calamità naturale colpisca il territorio valdostano, sia possibile, attingendo alle risorse appositamente stanziate in bilancio, procedere prontamente all’erogazione di aiuti alle imprese coinvolte, senza dover a tal fine dare corso, per ogni singolo evento calamitoso, alle lunghe procedure di notifica preventiva imposte a livello europeo. La disciplina in materia di aiuti di Stato vieta, infatti, la concessione di aiuti pubblici alle imprese, in quanto potenzialmente distorsivi della concorrenza. Un’eccezione a tale rigoroso divieto è tuttavia prevista, tra l’altro, nel caso in cui gli aiuti siano concessi nell’ambito di un regime previamente notificato alla Commissione europea e da questa ritenuto compatibile con il mercato interno e, quindi, espressamente autorizzato.

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