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Agricoltura e viticoltura di montagna: nuovo progetto di collaborazione tra le Regioni alpine

diTiziana Limonet
26 febbraio 2017
L’Assessorato dell’agricoltura e risorse naturali informa che, martedì 21 febbraio, si è svolto un importante incontro tra amministratori delle Regioni alpine nella sede della Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige (Trento), finalizzato a costruire un percorso condiviso sui temi legati al futuro della Politica Agricola Comunitaria (PAC), alla tutela del territorio, dell’agricoltura e alla promozione dei prodotti tipici dell’arco alpino.

All’appuntamento, al quale ha partecipato, in rappresentanza della Regione autonoma Valle d’Aosta, l’Assessore all’agricoltura e risorse naturali Renzo Testolin, erano presenti gli assessori all’agricoltura Gianni Fava, della Regione Lombardia, Michele Dallapiccola, della Provincia autonoma di Trento, Arnold Schuler della Provincia autonoma di Bolzano e il Presidente della Commissione Agricoltura della Regione autonoma Friuli Venezia Giulia, Alessio Gratton. Gli assessori all’agricoltura del Veneto, Giuseppe Pan, e della Liguria, Stefano Mai, pur non potendo essere presenti alla riunione, hanno manifestato la propria adesione alla proposta.

L’obiettivo del progetto, che ha preso il via a seguito dell’invito promosso il mese scorso dalla Regione Lombardia, è quello di muoversi congiuntamente per interloquire in maniera più proficua e costruttiva con il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali e con la Commissione Agricoltura dell’Unione europea. Numerosi i temi strategici che accomunano le regioni alpine: dalla zootecnia di montagna, per la sua funzione di presidio del territorio, gestione del paesaggio e tutela delle razze in via di estinzione, che necessita di linee guida e interventi finanziari omogenei, alla viticoltura eroica, particolarmente apprezzata dagli eno-appassionati, dalla gestione delle risorse forestali all’ortofrutta di montagna nelle sue diverse articolazioni.

I prossimi appuntamenti sono previsti già dal mese di marzo. Non si esclude la possibilità di estendere la collaborazione, in una seconda fase, anche ad altre regioni alpine di Francia, Germania, Austria e Slovenia.

Il primo risultato di questa alleanza si è manifestato mercoledì 22 febbraio, in occasione della Conferenza Stato-Regioni. A seguito di quanto emerso in occasione dell’incontro avvenuto il 10 febbraio scorso a Saint-Christophe tra gli Assessori Fava e Testolin, l’assessore lombardo ha avanzato in sede di Conferenza Stato-Regioni la proposta di creare una riserva per le autorizzazioni agli impianti viticoli su terreni terrazzati e in forte pendenza nelle zone montane, al fine di consentire il ricambio generazionale e lo sviluppo di una viticoltura eroica che sta avendo risposte molto positive dai consumatori e che svolge una funzione insostituibile per il presidio del territorio.

“La proposta – ha spiegato Fava – è emersa ieri al tavolo dell’alleanza delle Alpi a Trento, per iniziativa del collega Renzo Testolin della Valle D’Aosta, col quale avevamo già concordato i contenuti la scorsa settimana nell’incontro di Aosta. Ringrazio i colleghi assessori che hanno dato una risposta concreta al progetto di alleanza per valorizzare i territori e rilanciare l’agricoltura nelle aree di montagna. Ora invieremo una richiesta formale al ministro Martina, affinché il Mipaaf si muova in tal senso.”

L’attuale impostazione per l’assegnazione delle autorizzazioni agli impianti viticoli, commenta l’Assessore Testolin in accordo con quanto affermato dall’Assessore lombardo Fava – non ci consente di garantire il recupero di molte zone che erano destinate a vigneto e oggi sono, spesso, in stato di abbandono. Dobbiamo riuscire a tutelare, con un provvedimento ad hoc, in particolar modo i giovani e coloro che vogliono realizzare interventi di recupero di questi territori di viticoltura eroica. Questa iniziativa potrebbe rappresentare, per la nostra realtà, una possibilità di recupero di superfici vitate, una risposta importante in ambito ambientale e paesaggistico e di conservazione del delicato sistema idrogeologico dei versanti montani.”

Fonte: Ufficio Stampa - Regione Autonoma Valle d'Aosta

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