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L'ANAC boccia la procedura gara servizi tecnici 'Aosta Est'

diTiziana Limonet
29 ottobre 2017
L'ANAC boccia la procedura gara servizi tecnici 'Aosta Est'

Con Delibera n. 1027 dell'11 ottobre 2017, a firma di Raffaele Cantone, depositata in data 23 ottobre 2017, l'ANAC si è espressa circa l'istanza inoltrata dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori della Valle d’Aosta in nome e per conto dell’Ordine degli Ingegneri, dei Dottori agronomi e forestali, dei Geologi della Valle d’Aosta, del Collegio dei Geometri e Geometri laureati, dei Periti Industriali e Periti industriali laureati della Valle d’Aosta, a proposito della gara dei servizi di progettazione e fattibilità tecnico-economica, definitiva ed esecutiva, coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione, direzione lavori e contabilità, relativo al progetto integrato rete cultura e turismo per la competitività – valorizzazione del comparto cittadino denominato “Aosta Est” della Regione autonoma della Valle d'Aosta. Importo a base di gara euro: 979.614,39.

Gli Ordini e i Collegi sopra citati rappresentano di aver invitato la stazione appaltante a ritirare in autotutela il bando di gara in questione ritenendo «la procedura di affidamento adottata risulta in contrasto con quanto previsto dal comma 2 dell’art. 23 d.lgs. 50/2017 che impone il ricorso o a professionalità interne o al concorso, quest’ultimo quale unico strumento effettivamente in grado di consentire di scegliere il miglior progetto».

Viceversa, la Regione Valle d’Aosta ritiene che sulla scelta di non applicare, ai fini dell’affidamento dell’incarico di elaborare lo studio di fattibilità preordinato alla progettazione degli interventi, la procedura del concorso di progettazione o di idee, abbia inciso nell’anno 2004 (anno della relativa delibera di Giunta regionale n. 4147 del 22.11.2004) proprio la valutazione della natura della prestazione che, pur afferendo a una importante attività di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale, presupponendo una fase propedeutica di analisi e schedatura volta a fornire una “una lettura di quanto precedentemente censito attraverso l’evidenziazione dei principi di tutela e valorizzazione, delle destinazioni funzionali più consone alle caratteristiche del singolo edificio e in rapporto a una visione d’insieme che permetta un approccio sistematico sull’intero comparto urbano”, ma anche a individuare “eventuali interventi con carattere d’urgenza, e in generale prefigurare le tempistiche per le successive fasi attuative”, dovendo “rappresentare il documento che definisca i confini entro i quali si snoderanno i momenti operativi della tutela e valorizzazione”, non riguardava tuttavia lavori di particolare rilevanza sotto nessuno dei profili (architettonico, ambientale, storico-artistico e conservativo, tecnologico).

Prosegue l'ANAC precisando che siffatta scelta non appare adeguatamente motivata dalla stazione appaltante in considerazione che il documento relativo allo studio di fattibilità sopra citato non sembra costituire un documento progettuale, ma piuttosto un documento propedeutico di carattere ricognitivo e di indirizzo del successivo sviluppo progettuale (Relazione preliminare di inquadramento dei beni presenti nell’area; Linee guida di salvaguardia e valorizzazione).

Conclude la deliberazione che secondo i parametri sopra illustrati e conseguentemente procedere con la relativa procedura, nel caso in esame la scelta operata dalla Regione autonoma Valle d’Aosta non appare adeguatamente motivata in presenza di un rinvio a un mero studio di fattibilità e piano operativo che peraltro non sembrano costituire documenti progettuali in senso proprio.

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