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Approvato il nuovo piano regolatore del Comune di Brissogne

diTiziana Limonet
09 novembre 2014
L’Assessorato del territorio e ambiente informa che oggi, venerdì 7 novembre, la Giunta regionale ha licenziato la variante generale sostanziale al Piano regolatore (PRG) del Comune di Brissogne, che adegua la pianificazione del territorio comunale alle norme stabilite dalla legge regionale 11/1998 (legge regionale urbanistica) e al Piano territoriale paesistico (PTP). Spetta ora al Comune concludere definitivamente l’iter di approvazione con l’accoglimento della deliberazione della Giunta.


Il PRG vigente del Comune di Brissogne era stato approvato dalla Giunta regionale il 6 agosto 1982. L’iter di approvazione della presente variante al piano è iniziato con la predisposizione della bozza, valutata da parte dei servizi regionali competenti, nel corso della Conferenza di pianificazione del 30 novembre 2010. Il Comune ha adottato il testo preliminare della variante con deliberazione consiliare del 23 marzo 2012 ed ha quindi pubblicato i relativi elaborati per quarantacinque giorni. Durante il periodo di pubblicazione, i cittadini hanno presentato 4 osservazioni. Con deliberazione consiliare del 30 ottobre 2012, il Comune ha esaminato le osservazioni e ha ritenuto di poterne accogliere 2 in modo totale e una in modo parziale ed ha conseguentemente adottato il testo definitivo della variante al PRG, provvedendo poi ad inviarlo agli uffici regionali per il procedimento di valutazione, che si conclude con l’odierna deliberazione della Giunta regionale.

L’Amministrazione comunale di Brissogne, con la predisposizione di questa variante generale, si adegua agli strumenti di pianificazione regionale ora vigenti e organizza il territorio in funzione del rischio idrogeologico, allo scopo di garantire livelli adeguati di sicurezza sia per l’abitazione che per gli altri usi compatibili. Inoltre, persegue i seguenti obiettivi per l’organizzazione e la gestione del proprio territorio:

  • riqualificazione dei centri storici;
  • sviluppo di un turismo “leggero”, legato alla presenza del golf e volto a valorizzare la qualità ambientale;
  • soddisfacimento della domanda di nuove aziende artigianali, attraverso l’ampliamento delle aree destinate ad attività produttive;
  • completamento dell’offerta di servizi, in particolare di parcheggi, in alcuni ambiti urbanizzati;
  • sostegno alla funzione di presidio del territorio svolta dai villaggi e dalle loro pertinenze;
  • valorizzazione dell’agricoltura e delle aziende agricole esistenti;
  • realizzazione di un impianto di Biogas, connesso alle attività agricole.

Il Comune di Brissogne conta circa mille residenti. Il dimensionamento del piano è riferibile per una quota importante alla capacità insediativa del PRG vigente e solo in parte per effetto dei nuovi ampliamenti delle zone edificabili. La variante ha infatti operato solo alcuni modesti ampliamenti delle zone Ba, di insediamento residenziale già consolidato, la maggior parte dei quali volti a comprendere aree già compromesse da edificazione. Le aree ancora libere da edificazione presenti nelle zone Ba ammontano complessivamente a 53mila356 mq di superficie fondiaria, ai quali sono da aggiungere 1.606 mq dell’unica zona di nuova edificazione residenziale, per un totale di 54mila971 mq. Utilizzando i parametri proposti dalla variante, l’insediabilità, basata sulla disponibilità di superfici libere, è pari a 275 abitanti nelle zone A e 178 nelle zone B per un totale di 453 abitanti residenti e fluttuanti.

In particolare, sono individuate 21 sottozone di tipo A, centri storici, 13 sottozone territoriali di completamento destinazione prevalentemente residenziale, le sottozone Ba, 2 sottozone Bb (di completamento destinate ad attività artigianali), una sola sottozona di tipo Ca (di nuova edificazione), 2 sottozone di tipo Db destinate ad attività industriali, oltre a numerose zone di tipo E, per usi agro-silvo-pastorali.

Con l’approvazione della variante generale del PRG di Brissogne, sono 35 i Comuni valdostani che hanno provveduto ad adeguare i propri strumenti urbanistici al Piano Territoriale Paesistico ed alla legge regionale urbanistica.

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