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ANAC

AVCP. Segnalazione a Governo e Parlamento. Disposizioni in materia di costo del lavoro negli appalti pubblici di cui all’art. 82, comma 3-bis del d.lgs. 12 aprile 2006, n. 163

diTiziana Limonet
30 marzo 2014
L’Autorità ha inviato al Governo e al Parlamento un atto contenente alcune osservazioni in merito all’applicazione della disposizione in materia di costo del lavoro negli appalti pubblici, di cui all’art. 82 comma 3bis del Codice dei contratti, introdotta dal cosiddetto ‘Decreto del fare’(d.l. 21 giugno, n.69), convertito con modificazioni dalla L. n. 98/13.

STRALCIO

3. Conclusioni
Alla luce delle considerazioni esposte, l’Autorità ritiene che la disposizione in parola non possa trovare applicazione senza incorrere nelle criticità prospettate nonché senza ingenerare gli effetti distorsivi del mercato sopra rappresentati; a ciò si aggiunga, inoltre, la necessità di salvaguardare anche il principio dell’autonomia imprenditoriale, in perfetta coerenza con il diritto comunitario, di cui tiene conto lo stesso articolo 55 della direttiva 2004/18 (recepito negli artt. 87 e 88 del Codice), laddove, sostanzialmente, ammette giustificazioni in relazione ad elementi che influenzano il costo “complessivo” del personale e tutela il solo costo “unitario”.
Ferma restando, pertanto, la tutela da assicurare al rispetto di quest’ultimo, il costo complessivo del personale, per ciascun concorrente, è da ritenere che si determini in base alla reale capacità organizzativa d’impresa che è funzione della libera iniziativa economica ed imprenditoriale (art. 41 Cost.) e come tale non può essere in alcun modo compressa mediante predeterminazioni operate ex ante.

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